Il nome originale: | Hostel |
Anno: | 2006 |
Paese: | USA |
Genere: | Horror |
Regia: | Eli Roth |
Attori: | Jay Hernandez, Derek Richardson, Eythor Gudjonsson, Barbara Nedeljakova, Jana Kaderabkova, Jan Vlasák, Jennifer Lim, Paula Wild, Lubomir Bukovy, Petr Janis, Jana Havlickova, Vanessa Jungova, Martina Kralickova, Takashi Miike, Christopher Allen Nelson, Keiko Seiko, Mirosláv Táborský, Josef Bradna, Milda Havlas, Drahoslav Herzan, Mirek Navratil, Nick Roe, Vladimir Silhavecky, Mark Taylor, Natali Tothova, Petra Kubesova, Lubos Vinicky, Katerina Vomelova, Philip Waley, Patrik Zigo, Daniela Bakerova, Zina Blahusova, Jakub Habarta, Martin Kubacák, Barbora Oboznenkova, Petr Sedlacek, Jan Spanbauer, Rick Hoffman |
Durata: | 90 min |
Qualita' video: | DVDRip |
Traduzione: | Italian |
Visualizzazioni: | 1089 |
Due giovani statunitensi, Josh e Paxton, attraversano il vecchio continente zaino in spalla assieme ad Oli, islandese festaiolo incontrato in viaggio. Decisamente più interessato alle droghe e al sesso che ai musei, il trio decide di puntare verso la Slovacchia, dipinta dai più come meta perfetta per il turismo sessuale. Raggiunto un paesino nei pressi di Bratislava, il gruppo si fermerà presso un ostello, constatando come le voci fossero fondate. Dividere la stanza con stupende e disinibite sconosciute per i ragazzi è un sogno che si avvera: un sogno che si rivelerà presto vero incubo. Spinto da amicizie pesanti, Hostel arriva sui nostri schermi in pompa magna, con tanto di sacchetti per vomitare distribuiti all’ingresso delle sale. Sull’onda delle chiacchiere, Eli Roth, alla seconda regia dopo il modesto Cabin Fever, omaggia esplicitamente un po’ tutti, partendo da Landis per arrivare addirittura a fregiarsi di un cameo di Miike, senza dimenticarsi di citare a più riprese lo sponsor Tarantino. Se nella prima parte ci si rifà al tipico preludio da horror sbarazzino, con più seni in primo piano che F-Words in Pulp Fiction, nella seconda si procede alla tanto decantata orgia di sangue ed efferatezza: tutto secondo copione, con tanto di pinze, saldatori e cure medievali. Ostentando conoscenza del genere, Roth riesce a banalizzare un soggetto che rubacchia dall’immaginario snuff e da Il Coraggioso, dando vita ad un prodotto piatto, monocorde e pretenzioso…